Il Piceno

17-09-2014

Sblocca Italia

È approdato in Gazzetta Ufficiale, dopo un’attesa di due settimane e parecchie modifiche, il Decreto Sblocca Italia.
Questi, in sintesi, i principali contenuti della norma.
Semplificazione degli interventi edilizi
Potranno essere realizzati con Comunicazione di inizio lavori (CIL), anziché con Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), gli interventi di manutenzione straordinaria che consistono nel ‘frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

La Cil sarà valida anche ai fini dell’aggiornamento catastale e l’amministrazione comunale dovrà tempestivamente inoltrarla all’Agenzia del territorio.

Potranno essere realizzati con Cil asseverata gli interventi di manutenzione straordinaria, compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali, le modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati d’impresa, o le modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa.

L’interessato trasmetterà all’amministrazione comunale lacomunicazione di inizio dei lavori asseverata da un   tecnico abilitato che attesterà, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi e che non interessano le parti strutturali dell’edificio. Nella Cil asseverata dovranno essere indicati i dati identificativi dell’impresa che realizza i lavori.
Gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia che comportano aumento di unità immobiliari e modifiche delle superfici non saranno più soggetti a permesso di costruire, ma a SCIA.

Le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale saranno realizzabili mediante SCIA.
Per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica attuati anche in aree industriali dismesse, sarà ammessa la richiesta di permesso di costruire in deroga alle destinazioni d’uso a condizione che il Comune ne attesti l’interesse pubblico.

I termini per il rilascio del permesso di costruireverranno raddoppiati non più per tutti i Comuni oltre i 100mila abitanti, ma ‘nei soli casi di progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento’.
Viene introdotto il concetto di “mutamento d’uso urbanisticamente rilevante” ovvero un cambio dell’utilizzo dell’immobile rispetto a quello originario, senza opere edilizie, tale da comportare l’assegnazione dell’immobile ad una diversa categoria funzionale tra le seguenti: residenziale e turistico-ricettiva; produttiva e direzionale; commerciale; rurale.
Il decreto introduce inoltre il “permesso di costruire convenzionato”, il cui rilascio è possibile qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, sotto il controllo del Comune, con una modalità semplificata. La convenzione dovrà specificare gli obblighi del soggetto attuatore, cioè: la cessione di aree con l’utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, le caratteristiche morfologiche degli interventi, la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. L’attuazione degli interventi previsti nelle convenzioni può avvenire per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti.

Negli di trasformazione urbana complessi, il contributo per il rilascio del permesso di costruire sarà calcolato solo in base al costo di costruzione. Le opere di urbanizzazione, invece, saranno direttamente messe in carico all’operatore privato che ne resterebbe proprietario.

Gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e il costo di costruzione saranno differenziati per incentivare, in particolare nelle aree a maggiore densità del costruito, gli interventi di ristrutturazione edilizia anziché quelli di nuova costruzione.

Bonifiche
Gli interventi richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, i lavori di manutenzione di impianti e infrastrutture e la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse potranno essere effettuati anche nei siti inquinati, nei quali non sono ancora in corso attività di messa in sicurezza e di bonifica. Gli interventi non dovranno pregiudicare il completamento o la futura esecuzione delle bonifiche né determinare rischi per la salute dei lavoratori. Gli interventi in corso d’opera di importo non superiore al 20% non saranno considerati varianti.

Bonus fiscale per chi acquista casa e l’affitta
Grazie ad uno stanziamento di 325,4 milioni di euro dal 2015 al 2025, chi acquista, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, case nuove o ristrutturate, in classe energetica A o B, e le affitta a canone concordato per almeno 8 anni avrà diritto ad una deduzione dall’Irpef del 20% del prezzo di acquisto o delle spese di realizzazione, fino ad un massimo di spesa di 300mila euro, da ripartire in otto rate annuali.
La deduzione potrà essere fruita per l’acquisto o realizzazione anche di un secondo immobile da destinare alla locazione, fermo restando il limite complessivo massimo di 300.000 euro. A beneficiare dell’agevolazione saranno le persone fisiche non esercenti attività commerciale e le cooperative edilizie.

Affitto con riscatto (Rent to buy)
Saranno estesi a tutti i contratti di affitto i benefici fiscali già previsti dal Decreto Casa ma sino ad ora limitati all’edilizia sociale. Le convenzioni che disciplinano le locazioni di alloggio possono prevedere che - trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione - l’inquilino abbia la facoltà di riscattare l’unità immobiliare.
Chi acquista avrà due vantaggi: 1) gli effetti fiscali della compravendita, sia per chi vende sia per chi acquista, scatteranno al momento del riscatto e non all’inizio del contratto di locazione; 2) l’acquirente guadagnerà 7 anni di tempo per il reperimento del fabbisogno finanziario residuo per comprare l’alloggio.
Interventi urgenti per la sicurezza delle scuole
Per i lavori di estrema urgenza di messa in sicurezza degli edifici scolastici sarà ammesso l’affidamento diretto fino a 200 mila euro a condizione che vengano contattati almeno cinque operatori ecomici. Gli interventi di importo inferiore alla soglia comunitaria (5.186.000 euro) potranno essere affidati dalla Stazione Appaltante con procedura negoziata senza bando, previo invito ad almeno tre operatori economici, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione.

I contratti potranno essere stipulati anche prima del termine di 35 giorni dall’aggiudicazione definitiva, le Stazioni Appaltanti potranno non richiedere garanzie a corredo dell’offerta e la pubblicazione del bando potrà avvenire unicamente sul sito della Stazione Appaltante. Allo stesso tempo, si potrannodimezzare i tempi per la ricezione delle offerte, la presentazione delle domande di partecipazione e l’invio della documentazione di gara.

Mitigazione del rischio idrogeologico
Dalla programmazione 2015 le Regioni dovranno sottoscrivere un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente per l’utilizzo delle risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico. Nell’accordo dovrà essere indicata la quota di cofinanziamento regionale. Per la progettazione e l’esecuzione degli interventi i presidenti delle Regioni potranno avvalersi di società in house. Entro il 30 settembre il Governo attiverà i suoi poteri sostitutivi nominando appositi commissari per la realizzazione degli interventi di adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione.

Meno tasse per chi riqualifica la città
I cittadini singoli o associati che presentano al Comune un progetto di riqualificazione di una piccola zona della città, consistente nella pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze o strade, potranno usufruire, per un periodo limitato di tempo, della riduzione o dell’esonero dal pagamento di tasse locali.
Riqualificazione degli alberghi
Per diversificare l’offerta turistica e favorire gli investimenti volti alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti, saranno disciplinati i condhotel, alberghi a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari nello stesso Comune, che forniscono alloggio, servizi ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in abitazioni dotate di cucina, la cui superficie non può superare il 40% di quella complessiva dei compendi immobiliari interessati.
3,9 miliardi per le opere urgenti
Per consentire lo sblocco delle opere pubbliche considerate urgenti ed indifferibili, i cui cantieri sono fermi, il decreto Sblocca Italia rifinanzierà con 3890 milioni di euro il Fondo Infrastrutture previsto dal Decreto del Fare (DL 69/2013) di cui 39 milioni per l’anno 2013, 26 milioni per l’anno 2014, 231 milioni per l’anno 2015, 159 milioni per l’anno 2016, 1.073 milioni per l’anno 2017, 2.066 milioni per l’anno 2018 e 148 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

Saranno finanziati, a patto che siano cantierabili entro il 31 dicembre 2014,  il completamento della copertura del Passante ferroviario di Torino; il completamento del sistema idrico Basento – Bradano, Settore G; l’asse autostradale Trieste – Venezia; gli interventi di soppressione e automazione di passaggi a livello sulla rete ferroviaria, individuati, con priorità per la tratta terminale pugliese del corridoio ferroviario adriatico da Bologna a Lecce; la tratta Colosseo – Piazza Venezia della Linea C di Roma.

Tutti i cantieri dello Sblocca Italia
Dovranno essere appaltabili entro il 31 dicembre 2014 e cantierabili entro il 30 giugno 2015l’ulteriore lotto costruttivo Asse AV/AC Verona Padova; il completamento dell’asse viario Lecco – Bergamo; la messa in sicurezza dell’asse ferroviario Cuneo – Ventimiglia; il completamento e l’ottimizzazione della Torino – Milano con la viabilità locale mediante l’interconnessione tra la SS 32 e la SP 299-Tangenziale di Novara-lotto 0 e lotto 1; il terzo Valico dei Giovi – AV Milano Genova;  il Nuovo Tunnel del Brennero; il Quadrilatero Umbria – Marche; il completamento della Linea 1 della metropolitana di Napoli; il rifinanziamento dell’articolo 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2013, n.147, relativo al superamento delle criticità sulle infrastrutture viarie concernenti ponti e gallerie; la messa in sicurezza dei principali svincoli della Strada Statale 131 in Sardegna.
Dovranno infine risultare appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 31 agosto 2015 la metropolitana di Torino; la tramvia di Firenze; i lavori di ammodernamento ed adeguamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, dallo svincolo di Rogliano allo svincolo di Atilia; l’Autostrada Salerno – Reggio Calabria svincolo Lauretana Borrello; l’adeguamento della strada statale n.372 “Telesina” tra lo svincolo di Caianello della Strada statale n.372 e lo svincolo di Benevento sulla strada statale n.88; il completamento della S.S. 291 in Sardegna; la variante della “Tremezzina” sulla strada statale internazionale 340 “Regina”, il collegamento stradale Masserano – Ghemme; il ponte stradale di collegamento tra l’autostrada per Fiumicino e l’EUR; l’asse viario Gamberale – Civitaluparella in Abruzzo; il primo lotto Asse viario S.S. 212 Fortorina; il quadruplicamento della linea ferroviaria Lucca Pistoia; gli aeroporti di Firenze e Salerno; il completamento del sistema idrico integrato della Regione Abruzzo.
Rientrano in questo ultimo gruppo anche le opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio fino al 15 giugno.
Opere incompiute segnalate dai Comuni
Le opere rimaste incompiute a causa di disaccordi tra le Amministrazioni, segnalate dai Comuni al Governo entro il 15 giugno scorso, potranno essere completate riconvocando la Conferenza di Servizi anche con tempi dimezzati. Nel caso in cui non riesca comunque a trovarsi un accordo, i Comuni potranno far dirimere la questione al Consiglio dei ministri, che deve pronunciarsi entro 30 giorni. Nel 2014 i pagamenti fino a 250 milioni di euro, effettuati per il completamento di queste opere, saranno esclusi dal patto di stabilità. Il Consiglio dei Ministri dovrà però accertare che le opere siano state preventivamente previste nel Piano Triennale delle opere pubbliche, che i pagamenti riguardino opere realizzate, in corso di realizzazione o per le quali sia possibile l’immediato avvio dei lavori e che i versamenti alle imprese che realizzano i lavori vengano effettuati entro il 31 dicembre 2014.
Banda ultralarga
Il decreto prevede, fino al 31 dicembre 2015, un credito di imposta Ires e Irap, fino al 50% del costo dell’investimento, per la realizzazione di interventi sulla rete fissa e mobile, su impianti wireless e via satellite, inclusi gli interventi infrastrutturali di backhaul, relativi all’accesso primario e secondario attraverso cui viene fornito il servizio a banda ultralarga.
Per accedere all’incentivo gli interventi non devono già essere stati previsti in piani industriali o finanziari approvati entro il 31 luglio 2014 e la quota di investimento privato non deve essere inferiore alle seguenti soglie:
- 200 mila euro nei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti;
- 500 mila euro nei comuni con popolazione compresa tra 5 mila e 10 mila abitanti;
- 1 milione di euro nei comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti.

Terre e rocce da scavo
Per rendere più agevole la realizzazione degli interventi che comportano la gestione delle terre e rocce da scavo, la normativa italiana sarà completamente rivista. Il nuovo regolamento, che dovrà essere emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sblocca Italia, dovrà rifarsi alla Direttiva 2008/98/UE e non sarà possibile introdurre regole più severe rispetto a quelle europee.

Overdesign
Nella realizzazione delle opere pubbliche non possono essere richieste modifiche dei progetti rispondenti astandard tecnici e di sicurezza superiori a quelli previsti a livello comunitario. Eventuali modifiche sono ammesse a condizione che siano accompagnate da una stima dei sovraccosti e che siano preventivamente valutati la loro sostenibilità economica e l’impatto sui tempi di realizzazione.

Conto termico
Un decreto ministeriale fisserà, entro il 31 dicembre 2014, nuovi meccanismi e modalità di accesso alConto Termico, secondo criteri di pubblicità, trasparenza e semplificazione procedurale, con possibilità di avvalimento di modulistica predeterminata e accessibilità online.

Fonte: Edilportale

17-09-2014

Fondo di garanzia prima casa

Sta per vedere la luce il Fondo di garanzia per la prima casa. L’associazione bancaria italiana (ABI) e il Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF) firmeranno a breve un accordo che consentirà alle banche aderenti di iniziare ad erogare i mutui garantiti dallo Stato per l’acquisto o la realizzazione di una serie di interventi sulla prima casa. I finanziamenti potrebbero movimentare investimenti fino a 15 miliardi di euro.

è uno strumento previsto dalla Legge di Stabilità per il 2014, che ha stanziato complessivamente 600 milioni di euro, 200 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

Gli interventi del Fondo di garanzia per la prima casa sono assistiti dalla garanzia dello Stato, quale garanzia di ultima istanza.

Le risorse sono destinate a garantire il 50% della quota capitale dei finanziamenti concessi per l’acquisto, la ristrutturazione e l’accrescimento dell’efficienza energetica degli immobili destinati a prima casa di abitazione.
La priorità nell’accesso ai finanziamenti è riservata a giovani coppie, nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori e giovani con età inferiore a 35 anni inquadrati con un contratto di lavoro atipico.
Questa agevolazione si somma al Plafond Casa, che mette in campo 2 miliardi di euro gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti per favorire l’accesso delle persone fisiche ai mutui per l’acquisto di abitazioni, prioritariamente di classe energetica A, B e C, e per interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Le fasi attuative
Lo scorso agosto il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, ha firmato il decreto interministeriale con cui è stato istituito il Fondo di Garanzia per la prima casa.
Dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, che secondo quanto dichiarato in una nota dell’Abi dovrebbe avvenire nel giro di qualche giorno, Abi e Mef firmeranno un protocollo d’intesa per disciplinare l’accesso delle banche alle garanzie e avviare le erogazioni dei mutui.
Le prospettive di investimento
Secondo l’Abi, lo strumento rappresenta un’ulteriore spinta allo sviluppo del mercato dei mutui, che tra gennaio e luglio 2014 ha già registrato un’impennata del 29,2% rispetto allo stesso periodo del 2013.
In base alle stime dell’Associazione bancaria italiana, infatti, dalla dotazione iniziale di 600 milioni potrebbero essere generati finanziamenti per 12 o 15 miliardi di euro.

Fonte: Edilportale

22-05-2014

Piano Casa: aiuti per i proprietari, risorse per gli inquilini

Un approccio organico al problema dell’emergenza abitativa, superando la logica della proroga degli sfratti. Così il Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, dopo l’approvazione definitiva del DL Casa, che stanzia nuove risorse per il sostegno agli affitti e prevede agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano le proprie abitazioni a canone concordato.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consistono le misure pensate per allentare la tensione abitativa:
Cedolare secca al 10%
Per favorire l’immissione sul mercato degli alloggi sfitti, per il quadriennio 2014-2017si riduce dal 15 al 10% l’aliquota della cedolare secca, di cui si potrà usufruire anche in caso di abitazioni date in locazione a cooperative o a enti senza scopo di lucro. Oltre che nei comuni ad alta tensione abitativa, si potrà optare per la cedolare secca anche in quelli che nei cinque anni precedenti all’entrata in vigore della legge hanno deliberato lo stato di emergenza per il verificarsi di calamità naturali.

Ricordiamo che la cedolare secca è un’imposta sui contratti di affitto che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali, l’imposta di registro e l’imposta di bollo derivanti dal reddito relativo all’immobile affittato. Chi sceglie di applicarla rinuncia a poter chiedere l’aggiornamento del contratto sulla base degli adeguamenti Istat dovuti alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo.

Il sistema può risultare conveniente se paragonata ai rincari nella tassazione ordinaria. Il reddito assoggettato a cedolare è inoltre escluso dal reddito complessivo. Bisogna poi considerare che l’importo della cedolare secca è piatto perché non cresce al crescere del reddito Irpef. Al contrario, la scelta della cedolare secca potrebbe non convenire a chi dichiara un reddito basso, cioè quei soggetti per cui l’Irpef e le imposte ordinarie risultano inferiori alla cedolare secca.
Vantaggi fiscali per chi affitta a canone concordato
I redditi derivanti dalla locazione di alloggi nuovi o ristrutturati non concorreranno alla formazione del reddito d’impresa ai fini IRPEF/IRES e IRAP nella misura del 40% per un periodo non superiore a dieci anni dalla data di ultimazione dei lavori.

Fondo Affitti
La legge stanzia 100 milioni di euro per il biennio 2014 e 2015. I fondi confluiranno nel Fondo Affitti, che sosterrà anche la creazione di agenzie e istituti per la locazione col compito di individuare i nuclei familiari che possono passare dagli alloggi sovvenzionati a quelli a canone concordato, agevolerà le operazioni di reperimento degli alloggi e valuterà la rinegoziazione dei canoni di locazione.
Le risorse si sommano ai 100 milioni di euro già stanziati dalDL IMU 102/2013 per l’accesso alle abitazioni in locazione, portando a 200 milioni il budget complessivo.
Fondo inquilini morosi incolpevoli
La dotazione del Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli è stata incrementata di 226 milioni di euro, di cui 15,73 milioni per l’anno 2014, 12,73 milioni per l’anno 2015, 59,73 milioni per l’anno 2016, 36,03 milioni per l’anno 2017, 46,1 milioni per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e 9,5 milioni per l’anno 2020. Anche in questo caso, le risorse complessive arrivano a 266 milioni perché lo stanziamento della Legge sull’emergenza abitativa si somma ai 40 milioni già previsti dal DL “Imu” 102/2013.

Detrazioni per gli inquilini degli alloggi sociali
Per gli anni 2014, 2015 e 2016 ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale spetta una detrazione complessivamente pari a 900 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro, e a 450 euro, se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,71 e i 30.987,41 euro.

Riscatto degli alloggi sociali
Le convenzioni che disciplinano le modalità di locazione degli alloggi sociali possono contenere la clausola di riscatto dell’unità immobiliare secondo la formula “Rent to buy”. Il riscatto non può avvenire prima che siano trascorsi sette anni dall’inizio della locazione. Il diritto al riscatto può essere esercitato solo dai conduttori privi di altra abitazione di proprietà adeguata alle esigenze del nucleo familiare. Chi esercita il riscatto non può rivendere l’immobile prima di cinque anni.

In generale, chi acquista ha due vantaggi. Da una parte paga l’Iva solo al momento del riscatto, dall’altra rimanda al momento dell’atto di acquisto il reperimento delle risorse finanziarie necessarie. D’altro canto, chi vende rimanda la tassazione IRES e IRAP sui corrispettivi delle cessioni alla data del riscatto.
Recupero alloggi sociali
Entro 4 mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà essere approvato il progetto che finanzierà con 500 milioni di euro il recupero di oltre 12 mila alloggi appartenenti a Comuni e Iacp attraverso interventi di manutenzione straordinaria per l’adeguamento energetico, impiantistico statico e di miglioramento sismico.
Altri 67,9 milioni di euro vanno al recupero di ulteriori 2.300 alloggi ex IACP da destinare alle categorie sociali disagiate, come conduttori con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, figli fiscalmente a carico e che risultino soggetti a procedure esecutive di rilascio per finita locazione.

Fonte: Edilportale

07-02-2014

Plafond Casa, 20 banche hanno aderito al programma

Ad ogni sportello 150 milioni per finanziare a tasso agevolato l’acquisto e la riqualificazione edilizia ed energetica degli immobili
Sono in tutto venti le banche che finora hanno aderito al Plafond Casa. Gli istituti di credito erogheranno, in convenzione con Cassa Depositi e Prestiti che ha messo sul piatto 2 miliardi di euro, mutui agevolati per l’acquisto e la riqualificazione energetica degli immobili.
Si tratta di Banca Agricola Popolare di Ragusa, Banca Carige, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banco di Credito P. Azzoaglio, Banco di Credito Popolare, Banco Popolare, Binter- Banca Interregionale, Bnl-Bnp Paribas, Cariparma – Credit Agricole, Cassa di Risparmio di Ravenna, Credito Valtellinese, Extrabanca, IntesaSanpaolo, Iccrea Banca, Ubibanca, Unicredit.
Ricordiamo che il Plafond Casa è stato previsto all’interno di un insieme di politiche per la casa, dalla Legge 24/2013, che ha convertito il primo DL Imu. Successivamente, l’Abi, Associazione bancaria italiana, e Cdp hanno siglato una convenzione che ha reso disponibili le risorse finanziarie.
Con lo strumento del Plafond Casa, la Cassa Depositi e Prestiti - CdP, ha messo a disposizione delle banche aderenti 2 miliardi di euro, 150 milioni per ogni banca, da utilizzare per erogare mutui a tasso agevolato.
Nella scelta dei soggetti da finanziare si dovrà dare la precedenza all’acquisto della prima casa, preferibilmente appartenente ad una delle classi energetiche A, B o C, e alla realizzazione di interventi di ristrutturazione con miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile.
L’accesso ai mutui agevolati è aperto a tutti, ma nella valutazione delle domande la priorità sarà data a giovani coppie, famiglie numerose e nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile.
Il Plafond Casa prevede tre importi limite:
- 100 mila euro per gli interventi ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica;
- 250 mila euro per l’acquisto di una abitazione principale senza interventi di ristrutturazione;
- 350 mila euro per l’acquisto di una abitazione principale con interventi di ristrutturazione con accrescimento dell’efficienza energetica sulla stessa abitazione.

I finanziamenti possono essere rimborsati in 10, 20 o 30 anni.

L’alta adesione delle banche al Plafond Casa è stata accolta come un segnale positivo dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili. Il presidente Paolo Buzzetti ha commentato che nell’operazione è coinvolto il 65% degli sportelli e che la misura creerà un giro di affari di oltre 8 miliardi

Fonte: Edilportale

05-02-2014

Ecobonus e incentivi per l’edilizia verso la stabilizzazione

Via libera del Senato alla Delega Fiscale. Con 167 sì, 12 no e 50 astenuti l’Aula ha approvato il ddl che delega il Governo ad adottare una serie di decreti attuativi “per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”.
E’ stata quindi confermata la riforma del Catasto che al suo interno, oltre alla revisione del sistema i tassazione degli immobili, introduce un regime fiscale agevolato per la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici.
Bonus per la riqualificazione degli edifici
Già nella sua versione iniziale, il ddl prevedeva che il Governo adottasse un decreto con una serie di incentivi per la messa in sicurezza degli immobili. Un emendamento approvato dalla Commissione Finanze e convalidato dall’Aula ha poi aggiunto a questi interventi quelli per la riqualificazione energetica ed architettonica degli edifici, stabilendo che per accedere alle agevolazioni fiscali sarà necessario dimostrare di aver effettuato gli interventi.
Il decreto che dovrà essere adottato dall’Esecutivo interverrà probabilmente in maniera strutturale sul sistema di incentivazione degli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici, finora affidato a misure a tempo determinato, prorogato di anno in anno.
Si tratta della detrazione del 65% ecobonus per la riqualificazione energetica e per l’adeguamento antisismico degli edifici e della detrazione del 50% per le ristrutturazioni che, con queste aliquote, scadranno il 31 dicembre 2014. Nel 2015 scenderanno rispettivamente al 50% e 40% per poi tornare entrambe all’aliquota ordinaria del 36%.
Ricordiamo che gli operatori del settore hanno chiesto più volte la stabilizzazione di questi incentivi dimostrando, dati alla mano, le ricadute economiche positive delle agevolazioni fiscali destinate agli edifici. Un Dossier di Camera e Cresme ha infatti evidenziato che, a fine 2013, gli incentivi fiscali per ristrutturazioni ed efficienza energetica in edilizia hanno prodotto investimenti per 19 miliardi di euro, garantendo 189.088 posti di lavoro diretti e 283.638 occupati considerando anche l’indotto, qualificando il sistema imprenditoriale del settore e riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie.
Riforma del Catasto
Il Senato ha convalidato anche le novità sulla revisione del Catasto, che allineerà la tassazione sugli immobili ai valori di mercato, superando le sperequazioni generate in molti casi dal mancato aggiornamento dei dati catastali.
In primo luogo, il valore patrimoniale sarà determinato sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia immobiliare. Alla determinazione di questo parametro concorreranno le caratteristiche edilizie dell’immobile, come la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano, l’esposizione e la localizzazione.
La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Per facilitare le operazioni, il territorio sarà suddiviso in microzone e verranno individuati immobili-tipo.
Il ddl passerà ora all’esame della Camera.

Fonte: Edilportale

04-02-2014

Il libretto di impianto va consegnato al cliente solo dopo la stipula del contratto definitivo

Nelle compravendite e locazioni di immobili i libretti di impianto vanno allegati solo all’attestato di prestazione energetica (Ape) che va consegnato al nuovo proprietario dopo la stipula del contratto definitivo.

L’obbligo non vale invece durante la trattativa. In questo momento, infatti, al cliente va consegnata una copia dell’Ape, utile a fargli prendere visione delle condizioni dell’immobile, ma non è necessario consegnargli anche i libretti di impianto.

Il chiarimento è arrivato dal Consiglio nazionale del notariato, che con una nota dei giorni scorsi ha fatto chiarezza su alcune disposizioni della Legge Ecobonus 90/2013 e sulla Legge del Fare 98/2013.
Come spiegato nella nota, la Legge Ecobonus prevede che l’Ape sia allegato a tutti gli atti di trasferimento degli immobili, che abbia una validità massima di dieci anni e che debba essere aggiornato per ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica.
Allo stesso tempo, la sua validità è subordinata al controllo dell’efficienza energetica dei sistemi tecnici e degli impianti termici. Se non si rispettano queste condizioni, infatti, l’Ape scade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata. Per questi scopi, la norma stabilisce che i libretti di impianto siano allegati all’Ape in originale o in copia.
La presenza dei libretti è utile per controllare la sussistenza delle condizioni cui è subordinata la validità dell’Ape e il rispetto delle prescrizioni sul controllo dell’efficienza dei sistemi tecnici e degli impianti termici. Si tratta però, sostengono i notai, di aspetti che operano al di fuori dell’Ape come documento.
I libretti, continua la nota, costituiscono una documentazione di corredo dalla quale si possono verificare le condizioni di validità dell’Ape. Quest’ultimo però non può essere modificato da libretti di impianto successivi.

Detto ciò, prosegue il Consiglio nazionale del notariato, bisogna distinguere tra l’Ape destinato alla consegna e quello da allegare all’atto traslativo.
Il primo va consegnato quando si concludono le trattative e si firma il contratto.
Il secondo, come previsto dalla Legge del Fare, deve essere visionato fin dall’inizio delle trattative, quando il cliente deve conoscere le condizioni dell’immobile per decidere se stipulare il contratto.
I libretti di impianto, spiega il Consiglio nazionale del notariato, vanno allegati all’Ape solo nel primo caso, cioè quando il trasferimento dell’immobile è concluso.

Fonte: Edilportale

29-01-2014

Morgan Stanley: in Italia operazioni immobiliari interessanti

La banca d’affari Morgan Stanley: in Italia operazioni immobiliari interessanti
“L’Italia è più solida di come spesso viene descritta e di come era percepita dall’estero fino a non molto tempo fa. Per questo gli investitori vedono la possibilità di operazioni immobiliari interessanti. ” Così Ivan Mallardi, responsabile per Morgan Stanley real estate investing (Msrei) in Italia, conferma in un’intervista al Ghirlandaio che il mercato italiano è tornato nel mirino delle grandi banche d’affari internazionali. E spiega per quali motivi e con quali prospettive.

Innanzitutto, spiega, “da un punto di vista macroeconomico il cambio di percezione è stato anche recentemente riflesso nella riduzione dello spread tra Btp e Bund. Il mercato immobiliare italiano, inoltre, ha fondamentali solidi e non abbiamo assistito in Italia allo scoppio di una bolla immobiliare come è successo in altri Paesi. Il periodo storico poi è importante poiché ci troviamo ancora in un periodo d’incertezza generale a livello globale, ma sicuramente di maggior stabilità rispetto agli ultimi sei anni, per intenderci quelli successivi all’inizio della crisi. Insomma, in Italia, in questo periodo storico gli investitori esteri trovano un buon balance tra rischio e rendimento atteso”.

Le prospettive per gli investitori si concretizzano nella possibilità di strutturare operazioni interessanti, vista la pipeline di potenziali operazioni immobiliari in Italia. E’ importante notare, comunque, che gli investitori esteri che guardano con interesse all’Italia lo fanno ancora in modo molto selettivo. Come contropartita, le prospettive per l’Italia sono di un graduale incremento degli investimenti da parte di investitori esteri e un graduale aumento della liquidità del settore immobiliare italiano.

“Un fattore chiave per gli investitori esteri – prosegue – è la presenza di un quadro normativo e regolamentare certo, dove norme e regole non vengano cambiate in corso d’opera. Questa stabilità normativa e regolamentare sarà uno dei fattori chiave per attirare nuovi capitali stranieri in Italia”.
Fonte: TMNews

24-12-2013

PALANATALE Festival_Area Portuale

PALANATALE PIAZZA MAR DEL PLATA ZONA FARO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

A San Benedetto del Tronto ritorna il PalaNatale : la tensostruttura da 1000 metri quadri gestita dalla Cooperativa O.Per.O. con il contributo del Comune di San Benedetto del Tronto.
Dal 25 dicembre al 1 gennaio ospiterà concerti, dj set, proiezioni, teatro, intrattenimento per bambini, fino al gran finale di un lungo Capodanno Rock’ n ‘Roll che inizierà alle 23:00 per finire alle 5 del mattino nel PalaNatale.
Questo è il programma:
MERCOLEDI 25 : REGGAE X-MAS
Concerto RADIO BABYLON e dancehall di Muccigna e Bass Unity
GIOVEDI 26 : GEM BOY in concerto
La band demenziale più famosa d’Italia reduce dal successo di Colorado
VENERDI 27 : ZAP FESTival di Sanremo
La Storia della musica italiana alla maniera di Zap. A seguire dj set anni ‘80

SABATO 28 : ELECTRO X PARTY Festival di Musica Elettronica
con BOOSTA (SUBSONICA) dj set + M+A live + Corona vj + djs

LUNEDI 30 : COMPLESSO DI EDIPO
teatro/cabaret con Piero Massimo Macchini in arte DOLLY BOMBA

LUNEDI 31 : CAPODANNO ROCK’N'ROLL
ore 23.00 THAT’S AMORE SWING ORCHESTRA in concerto
ore 01.00 THE FUZZY DICE in concerto
a seguire selezione anni 50/60 – Rock’n’Roll Ingresso Libero !!


Info: 333.5099339 - (JavaScript must be enabled to view this email address) - Facebook/Twitter: OperoEvents

26-06-2013

Scenaperta estate: tutto ciò che c’è da vedere, sentire, gustare nell’estate sambenedettese

Ci apprestiamo a vivere un’altra estate ricca di iniziative, di cose da fare, speriamo di bei momenti per tutti. Non c’è stagione delle vacanze che non sia caratterizzata da momenti di svago ma anche di riflessione capaci di costituire ricordi piacevoli al momento del ritorno alle normali attività quotidiane.
Ci sarà Maremoto, dal 25 al 28 luglio, così come Open Sea, dal 9 all’11 agosto e il Beach Tennis Supervip nella struttura all’ex Camping, dal 20 al 23 luglio.
Il 6 luglio spazio all’Adriatico Tennis Cup al Circolo Maggioni, challenger che si protrarrà per due settimane. Tra i grandi ritorni, da segnalare il Super Summer Games, dal 30 luglio al primo di agosto all’ex galoppatoio. Nico Virgili dovrà pertanto rinunciare alla tradizionale collocazione a cavallo del ferragosto. Il 3 agosto sarà invece la volta della decima edizione della Notte Bianca Sambenedettese.
Il 27 e 28 luglio le immancabili celebrazioni della Madonna della Marina, che torneranno a svolgersi nella zona portuale, mentre ad agosto, per quattro serate (8-11 agosto), prima edizione della Festa Argentina.
L’ex ballerino Enzo Paolo Turchi parteciperà inoltre al Festival Internazionale della Danza in programma da 24 al 27 luglio presso lo chalet Oltremare. Ed ancora, in Palazzina Azzurra, dal 30 luglio tre serate di cinema all’aperto, a cui si aggiungono i ciclici momenti di divertimento offerti ai più piccoli da Giocalaluna, da mattina a sera.
Marina Ripa di Meana, Silvana Giacobini, Alessandro Bonan ed Italo Moscati sono infine solo alcuni dei personaggi che presenteranno i rispettivi libri nel corso di “Scrittori sotto le stelle”.
Tutte le iniziative estive organizzate dal Comune di San Benedetto, raccolte come ogni anno sotto il titolo di “Scenaperta”. Il libretto cartaceo può essere ritirato gratuitamente in Municipio, viale De Gasperi 124, presso gli uffici turistici cittadini, nella sede dell’associazione albergatori e negli edifici comunali, come la Palazzina Azzurra e i musei.

18-06-2013

Marche, 2 anni in più per l’inizio e la fine dei lavori edili

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la legge che proroga di due anni i termini di inizio e di fine lavori in edilizia.
La proroga di due anni interesserà solo i lavori in corso e quelli relativi alle Denunce di inizio attività (Dia), alle Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) e ai Permessi di costruire rilasciati prima della data di entrata in vigore della legge.
“È noto - spiega l’assessore all’Urbanistica, Luigi Viventi - che molte imprese del settore trovano difficoltà nel rispettare i termini previsti dai permessi di costruire e in particolare quello di ultimazione dei lavori, a causa della forte contrazione delle vendite degli immobili”.
In caso di permesso di costruire, infatti, il DPR 380/2001(Testo unico dell’edilizia) prevede che i lavori inizino entro un anno dalla data di rilascio del permesso e vengano ultimati entro tre; decorsi tali termini, il permesso decade e la realizzazione della parte dell’intervento non ultimata è subordinata al rilascio di un nuovo titolo, con conseguente corresponsione di un nuovo contributo.
All’atto della pubblicazione, la nuova legge modificherà la comune procedura amministrativa relativa alla tempistica portando, nel caso dei permessi di costruire, il termine di inizio lavori a 3 anni e a 5 quello di fine dei lavori .
(Fonte: Edilportale)

18-06-2013

Ance: introdurre sgravi per ricostruzione edifici

“Bene il potenziamento delle detrazioni per le ristrutturazioni dal 36 al 50%, ma chiediamo che questo intervento sia stabilizzato e che venga esteso anche alle demolizioni e ricostruzioni, come avviene nei paesi del Nord Europa, perché se vogliamo risparmiare suolo la soluzione é abbattere e rifare palazzi obsoleti su cui le ristrutturazioni non hanno efficacia”. E’ questa la proposta che l’Ance ha portato alla Commissione industria del Senato per bocca del vice-direttore generale, Antonio Gennari. Allo stesso modo l’Ance chiede sia possibile, come per le ristrutturazioni di un’intero edificio, detrarre il 25% del prezzo di acquisto di un’abitazione in unedificio demolito e ricostruito. “Mi sembra che la Commissione abbia apprezzato questa proposta - ha sottolineato Gennari uscendo dall’audizione - è infatti un metodo per riqualificare le periferie degradate e, grazie all’efficienza energetica, aumentare il comfort degli abitanti”. (ANSA).

17-05-2013

Bandiera Blu, San Benedetto è tra le spiagge più belle d’Italia

Sono ben 248, in Italia, le spiagge che nel 2013 hanno ottenuto la prestigiosa Bandiera Blu, il riconoscimento conferito dalla Fee alle località costiere.
Grandissima soddisfazione per le Marche che, avendo guadagnato 18 preziosi vessilli, si è confermata al secondo posto dopo la regina Liguria. Ecco le località premiate: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Mondolfo-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Ancona-Portonovo, Sirolo, Numana (Ancona); Porto Recanati, Potenza Picena-Porto Potenza Picena, Civitanova Marche (Macerata); Fermo Lido-Marina Palmese, Pedaso (Fermo); Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare,San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).
La Riviera delle Palme, dunque, ha confermato l’attestazione già ottenuta nei precedenti anni. Entusiasta l’assessore all’ambiente Paolo Canducci che nella mattinata di martedì 14 maggio ha ritirato il prestigioso premio. Alla cerimonia hanno presenziato Claudio Mazza, presidente della Fee Italia, i vertici del Corpo delle Capitanerie di Porto e i rappresentanti dell’Università di Perugia che hanno presentato uno studio, basato sui rilevamenti effettuati su dati presentati dai Comuni premiati nelle precedenti edizioni, sugli effetti positivi che l’ambito vessillo genera sull’industria turistica.

26-03-2013

Crowdfunding per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici

Il meccanismo del crowdfunding, che consiste nel finanziamento di un determinato progetto attraverso la creazione sul Web di una rete di piccoli e medi investitori informali, si sta affermando negli Stati Uniti anche nel settore delle energie rinnovabili. Questo successo è stato reso possibile dall’approvazione, il 5 aprile scorso, del JOBS Act, che tra gli altri provvedimenti legittima il passaggio del crowdfunding da attività senza scopo di lucro a vero e proprio servizio di investimento al dettaglio.
“Pioniera” di questo approccio è la start-up californiana Mosaic, che nel gennaio scorso è riuscita, in un giorno solo, a raccogliere i 313.000 dollari necessari alla realizzazione di ben quattro progetti di impianti fotovoltaici di piccole e medie dimensioni, offrendo interessi attorno al 4,5% per investimenti dai 25 dollari in su. Una volta che gli impianti inizieranno la produzione, i prestiti verranno ripagati con i ricavi dell’energia non utilizzata e immessa in rete. I termini di rimborso variano in base al progetto considerato ma sono comunque a lunga scadenza (non meno di cinque anni).

La formula funziona, tanto che ad oggi la Mosaic ha raccolto più di un milione di dollari da oltre 10.000 investitori per una dozzina di progetti fotovoltaici. E ciò non stupisce, considerando che il tasso di interesse offerto è competitivo rispetto alla maggior parte dei titoli di credito presenti sul mercato. Inoltre, da un punto di vista morale, gli investitori avranno contribuito non solo alla diminuzione delle emissioni di gas serra, ma anche al raggiungimento degli obiettivi sociali compresi nei progetti proposti.
Un fattore di incertezza che incombe sullo sviluppo del crowdfunding nel settore delle energie pulite è legato alla valutazione dei singoli progetti, in particolare per quanto riguarda la misurazione del rischio di credito. A questo proposito la Mosaic sta realizzando un portale in cui i progettisti potranno caricare informazioni dettagliate sui propri progetti, in modo da rendere semplice, trasparente e rapido il processo di valutazione.
Il finanziamento di impianti fotovoltaici tramite crowdfunding può diventare, in combinazione con meccanismi di incentivazione fiscale e servizi di leasing per impianti, un fattore determinante per l’affermarsi della generazione decentralizzata. In effetti, come sottolineato dalla stessa Mosaic, il crowdfunding è un sistema di finanziamento che rispecchia la logica stessa del modello di generazione distribuita.
Grazie ad esso sarà possibile realizzare progetti che, non possedendo i necessari requisiti di bancabilità, non avrebbero potuto accedere ai canali di credito tradizionali. Soprattutto per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, in cui gli investimenti in generazione fotovoltaica si limitano a impianti a livello di utility, il crowdfunding rappresenta un’opportunità per la riduzione delle emissioni e per il raggiungimento dell’autosufficienza energetica, con ricadute anche in termini occupazionali e di qualità della vita.

In Italia, a seguito dell’approvazione del decreto sviluppo del governo Monti dello scorso 4 ottobre 2012, il crowdfunding figura come uno dei meccanismi di finanziamento per le startup innovative.
In tempi di crisi, un’altra economia basata sulla cooperazione, la fiducia e il coinvolgimento attivo dei cittadini è possibile. Parliamo appunto del crowdfunding, pratica di finanziamento collettivo dal basso che si è velocemente affermata nel panorama internazionale, con
famose piattaforme come Kickstarter e IndieGoGo.
In Italia, grazie a piattaforme di raccolta fondi come Eppela, ShinyNote, SiamoSoci o la neonata Starteed, il fenomeno del crowdfunding sta facendo emergere un nuovo modello di fare impresa. Non a caso, il crowdfunding è una delle ≪hot topic≫ nelle discussioni intorno l’agenda digitale.

Fonte: http://www.dailyenmoveme.com

18-03-2013

Perché spendere in questo periodo di crisi anziché accumulare per paura?

In questo periodo di recessione la maggioranza delle persone crede che accumulare sia la scelta migliore (chi ha il posto fisso o meglio fisso e statale ha continuato a prendere lo stipendio e comunque sin’ora non hanno subito conseguenze dalla recessione in atto, anzi la paura li ha spinti ad accumulare ancora di più) ma se dovesse succedere, per mancanza di crescita economica, ciò che è successo in Argentina ed in Grecia i risparmi in banca si dimezzerebbero almeno, a causa del prelievo forzoso, e a che cosa sarebbe servito accumulare? a perdere comunque, mentre cominciare ad analizzare ciò che ci occorre, non il superfluo ma acquisto di immobili, soprattutto prima casa, terreni (non ne fabbricano più), ristrutturazioni edilizie e spese per il risparmio energetico, gli interessi passivi sulle prime case diverrebbero delle entrate future per minor tasse da corrispondere, così come le “spese” per ristrutturazioni edilizie e gli interventi per il risparmio energetico (anche se il Governo Monti dal 2013 ha abbassato le percentuali di detrazione delle agevolazioni per il risparmio energetico) sarebbero sempre un buon affare, ed in caso di default non si avrebbero perdite sul contante e si avrebbe una casa acquistata agli attuali prezzi di mercato, ed anche qualora partisse l’inflazione ciò sarebbe comunque la mossa vincente.
Se chi può spendere continua a non spendere e ad accumulare si ritroverà in caso di default, probabile e non impossibile, con i contanti dimezzati e senza aver avuto un incremento della qualità di vita che sarebbe migliorata dalle spese effettuate.
Considerate anche l’impegno che si dovrebbe mettere nel riaccumulare i risparmi per poter essere in grado di fare spese che prima del default non si sono fatte.
Anche rifare impianti idraulici, elettrici, riparare autovetture se necessitano e non rimandare è una buona scelta.

Prelevare contanti in caso di peggioramento della crisi accellererebbe il default, dato che di solito sono i piccoli ed anche non tanto piccoli, sino a patrimoni liquidi di poco inferiori al milione di euro che ci rimettono in queste situazioni, tenetene conto per le Vs scelte, iniziare a spendere oltre a tutelarVi porterebbe a dare fiducia al Paese o quantomeno ad aver ridotto i danni a chi avrà seguito la scelta di investire in questo periodo se il default ci sarà, non si avrà remissione come auspico se non ci sarà il default, saranno “solamente” partiti per primi.
Se non avete disponibilità liquide in eccesso tali suggerimenti non fanno per il Vs caso specifico, ma per chi ne ha è il caso che valuti con attenzione le suesposte considerazioni e ciò aiuterebbe anche chi non ha disponibilità finanziarie attuali.
Maurizio Rag. Ricci
Aprilia, li 27 aprile 2012

13-03-2013

Mutui/ Le Poste sbarcano sul web. E sfidano le grandi banche

Anche le Poste fanno i mutui e hanno deciso di sfidare apertamente le banche. Lo faranno nel modo più aggressivo: entrando nel mercato dei mutui online, affidandosi ai big del settore, ma continuando a puntare su una rete di 14 mila uffici

Per chi non lo sapesse ancora, le Poste Italiane fanno i mutui! In un mercato immobiliare ormai al collasso a causa di un sistema bancario diventato più rigido nella concessione dei prestiti alle famiglie, con una Banca d’Italia che in questi giorni sta diventando più pressante sulle politiche di credito utilizzate fin’ora, arriva in aiuto degli Italiani Poste Italiane con il Mutuo BancoPosta e decide di farlo nella maniera più aggressiva possibile,andando online.
Poste Italiane SpA, società non più statale, Patrimonio Bancoposta, vuole promuovere e collocare in maniera aggressiva il Mutuo Bancoposta in virtù del rapporto di collaborazione con Deutsche Bank S.p.A. senza nessun costo aggiuntivo per i clienti e nelle modalità classiche a Tasso Fisso o Tasso Variabile. Inoltre vuole offrire anche il Mutuo a Tasso Fisso rinegoziabile con durate a step di 2, 3 o 5 anni, al termine dei quali il cliente può rimanere a tasso fisso o scegliere di rinegoziare gratuitamente il mutuo a tasso variabile.
Vuole finanziare i progetti per l’acquisto della casa o la ristrutturazione delle famiglie e non chiede né l’assicurazione, che è gratuita, né l’apertura del conto Bancoposta.
La scelta epocale di sfidare le grandi banche italiane e internazionali sul web, inserendosi nei comparatori come MutuiperlaCasa ed altri motori di ricerca, nasce dalla volontà di imporsi alla clientela con tassi decisamente convenienti, che uniti alla presenza dei suoi 14mila uffici postali, garantirà una vicinanza alla clientela unica ed ineguagliabile. Ma il motivo è anche quello di assicurare sempre la massima trasparenza nelle condizioni applicate, essendo ben consapevole che internet è tipica utilizzare modelli comparativi che mettono a nudo tutte le caratteristiche delle singole offerte.
Questa manovra di BancoPosta lascia tutti con un buon auspicio di ripresa del mercato immobiliare, rasserenandoci nel riscontrare che un’istituzione storica del patrimonio Italiano vuole dare un forte segnale di intervento nel settore dei mutui sfruttando un mezzo moderno e rapido come il web.
Edoardo Merenda
Ceo http://www.mutuiperlacasa.com

Fonte: http://www.libero.it

13-03-2013

FONDO PER L’OCCUPAZIONE GIOVANILE NEL SETTORE DELLA GREEN ECONOMY

E’ operativo il Fondo (460 milioni di euro) destinato a imprese, sia in forma individuale che societaria, o loro consorzi, che eroga finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di progetti e interventi nei settori della green economy ed in settori di attività connessi con la messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologico e sismico. Tale Fondo viene istituito con le risorse provenienti dal Fondo rotativo Kyoto (circolare n. 5505/2013 del Ministero dell’Ambiente, emanata sulla base di quanto stabilito dal Decreto Legge Sviluppo n. 83/2012). La concessione dei finanziamenti è subordinata all’assunzione di personale di età non superiore ai 35 anni; nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti è riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni. Le agevolazioni consistono sostanzialmente in prestiti erogati a 6 anni ad un tasso dello 0,5%, ma la durata del prestito si allunga a 10 anni e il saggio di interesse si dimezza se il finanziamento è concesso alle Energy Service Companies (ESCO), alle S.r.l. semplificate oppure a soggetti in partenariato pubblico/privato (con contratto di disponibilità). A partire dal 26 Gennaio 2013 ed entro e non oltre i novanta giorni decorrenti da tale data (quindi entro il 26 Aprile 2013), le domande, corredate di firma digitale, dovranno essere trasmesse, nelle modalità previste dalla Circolare, via Posta Elettronica Certificata (PEC) al seguente indirizzo: (JavaScript must be enabled to view this email address)
Tutta la documentazione disponibile al sito: http://www.minambiente.it/menu/menu_attivita/documentazione_fondo_occupazione_giovanile.html

06-03-2013

In Germania 6 miliardi di spesa in meno, grazie all’effetto fotovoltaico

In Germania, come in Italia, il fotovoltaico sta tagliando i prezzi dell’elettricità in Borsa e mettendo in seria difficoltà chi ha investito negli impianti convenzionali più costosi, come i cicli combinati a gas. Un report quantifica il fenomeno: anche grazie al FV e alle altre rinnovabili i tedeschi hanno risparmiato oltre 6 miliardi di euro in un anno.
Il fotovoltaico sta tagliando i prezzi dell’elettricità in Borsa e sta mettendo in seria difficoltà chi ha investito negli impianti convenzionali più costosi, come i cicli combinati a gas. In Italia il PUN, il prezzo unitario nazionale dell’energia, in questo ultimo anno è calato del 20%, scendendo soprattutto nelle ore del picco diurno, proprio per il contributo del fotovoltaico. Per i lettori di QualEnergia.it la cosa non è una novità, ma è comunque interessante andare a guardare il report di Renewable Analytics, società di consulenza americana che si occupa di fotovoltaico, che quantifica il fenomeno nel paese in cui il FV ha avuto la maggior penetrazione, la Germania.
Lo studio mostra come la spesa elettrica tedesca nel 2012 sia stata di 6,145 miliardi di euro inferiore rispetto al 2008, prima del boom solare (ma anche della crisi). Il merito, si spiega, è del contributo crescente delle energie rinnovabili, che, producendo a costi marginali nulli, hanno agito abbassandoli sui prezzi dell’elettricità spot alla Borsa elettrica.
A contribuire tantissimo è soprattutto il solare: i prezzi dell’elettricità in Borsa nel 2012 hanno avuto i cali maggiori nei mesi più assolati e nella fascia diurna. Lo si vede bene nei grafici due grafici sotto: il primo mostra la distribuzione dei risparmi tra giorno e notte nei diversi mesi; nel secondo si mette a confronto dicembre 2008 e dicembre 2012.
Quindi, regolarmente in Germania i prezzi l’anno scorso sono crollati ogni qual volta usciva il sole, per poi risalire quando tramontava o era coperto. Al contrario, nel 2008, il picco del prezzo si verificava sempre in fascia diurna, in corrispondenza con la maggior domanda. Eccezione hanno fatto alcune notti, come quella del 26 dicembre scorso, in cui, grazie alla scarsa domanda e alla grande produzione da eolico, che ha pesato per il 33% dell’offerta, si sono toccati addirittura prezzi negativi.

L’apporto massiccio di energia pulita, se ha dato un grande beneficio a livello di prezzi però ha fatto non pochi danni alla generazione convenzionale: i bassi costi di produzione del solare, si legge nel report, “stanno portando effetti negativi sui margini e sui volumi di elettricità venduti dai grossi produttori centralizzati. I produttori da fonti convenzionali si sono accorti di questa minaccia al loro business model ma non hanno trovato il modo di reagire e stanno facendo una pesante azione di lobbying contro la generazione distribuita”. Ed è quello che sta accadendo anche da noi.

Fonte:QualEnergia.it

06-03-2013

I cinesi credono ancora nel mercato italiano del fotovoltaico

Yingli Green Energy è uno dei principali produttori mondiali di FV, con i suoi 4,5 GW di moduli installati in tutto il mondo. I cinesi ancora puntano al mercato italiano con Yingli Green Energy Italia, società che si muove con autonomia e con una certa capillarità sul territorio nazionale. Abbiamo intervistato l’Ad, Fabio Patti.

Oltre 4,5 GW di moduli installati in tutto il mondo, di cui 2,2 GW nel solo 2012. Stiamo parlando della cinese Yingli Green Energy, uno dei principali produttori mondiali di fotovoltaico, se non il primo nel 2012, verticalmente integrato, dal polysilicon ai moduli. La multinazionale cinese ha visto crescere costantemente la sua capacità produttiva dai 200 MW del 2008 ai 2.450 MW dello scorso anno (nel grafico gli istogrammi rappresentano nell’ordine la capacità di lingotti/wafer, celle e moduli).

I cinesi hanno creduto e ancora credono nel mercato italiano e dal 2009 c’è Yingli Green Energy Italia, a tutti gli effetti un’azienda italiana che certo beneficia della solidità del grande produttore, ma si muove con autonomia e con una certa capillarità sul territorio nazionale.
Con Fabio Patti, l’amministratore delegato, facciamo il punto sul mercato fotovoltaico domestico almeno nel breve periodo. “Ritengo che il mercato si dividerà in due segmenti - ci dice - Uno sarà dedicato agli impianti residenziali e su tetti commerciali o su attività artigiane con taglie fino a 200 kW che potrebbero beneficiare dell’autoconsumo o del regime di scambio sul posto, finché questo verrà sostenuto. In effetti dopo le ultime regolamentazioni dell’Autorità per l’Energia si è visto che, sebbene si mantengano le tariffe per lo scambio sul posto, al tempo stesso si contempla il diritto di rivedere il tutto. Questo modo di operare non garantisce quei benefici economici attribuibili ad impianto per il suo intero arco di vita, per la poca stabilità normativa”.
L’altro segmento che considerate rilevante?
L’altro sarà costituito da quegli impianti di taglia superiore ai 200 kWp che saranno realizzato in modalità ‘grid parity’ o, direi meglio, a parità di costo di generazione equivalente. Cioè quel costo del chilowattora, esclusi tutti gli oneri collegati, che ottengo da una centrale tradizionale. Impianti in autoconsumo e scambio sul posto potranno essere il principale mercato del fotovoltaico italiano. Tutto ciò che è al di fuori dell’attuale sistema di incentivazione sarà però una scommessa: si richiederanno costi di realizzazione molto bassi e garanzie dei prodotti molto lunghe.
Yingli Solar sta puntando da sempre alla riduzione dei costi e a migliorare l’efficienza delle celle. Ad esempio l‘efficienza delle celle monocristalline dei moduli Panda hanno raggiunto nel 2011 il 19% e i tecnici della compagnia cinese ritengono potranno registare un ulteriore incremento fino al 20,5%. L‘efficienza delle celle multicristalline della compagnie cinese ha raggiunto e superato il 17%.

Parliamo di prezzi. Come si sono assestati quelli di un vostro modulo tipo e quale sarà il trend nei prossimi tempi?
Parlerei più in generale di livelli medi di prodotti asiatici di fascia medio-alta. La media del mercato a pronti per un modulo di questa fattura si attesta, da fonti indipendenti, intorno a circa 55 centesimi di euro per watt di picco. E noi abbiamo rilevato una conformità dei nostri prodotti su questo livello di prezzi. Rispetto all’evoluzione dei prezzi dobbiamo ricordare che in alcuni rapporti della IEA si spiega come è mutata la curva di apprendimento del fotovoltaico. Dai primi anni ’90 si è visto che la media della riduzione dei prezzi è stata di circa del 20% costante ad ogni raddoppio delle installazioni. Tuttavia negli ultimi tempi i legislatori, imponendo tariffe molto basse e spesso slegate dalla curva di apprendimento della tecnologia, hanno costretto gli operatori a ridurre drasticamente i prezzi per adeguarli agli incentivi. Sarebbe stato più logico che il legislatore avesse seguito l’andamento della curva di apprendimento e valutato le reali marginalità per le aziende al variare delle tariffe. È però successo il contrario. Perciò le aziende del settore o stavano dentro ad un prezzo di mercato fortemente decurtato o chiudevano. Si è così raschiato il fondo del barile in tutta la catena del valore. Quello che mi aspetto adesso è un naturale leggero adeguamento dei prezzi con tendenza al rialzo.
In questi mesi al centro del dibattito sul fotovoltaico ci sono i dazi all’importazione e una vera e propria guerra commerciale sui prodotti del solare tra Cina, Usa ed Europa.
La storia dovrebbe insegnarci qualcosa. Gli Stati Uniti durante la grande depressione si chiusero nel loro mercato interno e ciò non fece altro che inasprire la crisi economica. Possiamo trasporre questa situazione nel nostro ambito e affermare che le barriere protezionistiche, oltre ad essere superabili, fanno impoverire il tessuto locale. Una politica di dazi non va quasi mai a vantaggio delle aziende che sperano di beneficiarne. Chi ha un’attività di respiro mondiale continuerà ad espandersi sempre di più sui mercati mondiali, cogliendo i benefici della riduzione dei costi grazie alle economia di scala. Chi è piccolo, e a volte sussidiato da tali barriere protezionistiche, e qui penso al premio Made in Europe per il fotovoltaico, può avere dei vantaggi solo nel breve periodo. In Italia il 60% delle installazioni sono state realizzate con moduli europei che hanno beneficiato della premialità, ma nonostante questa misura molte imprese manifatturiere italiane sono entrate in crisi. Alla fine una guerra commerciale combattuta con i dazi danneggia un po’ tutti e chi ci rimette è soprattutto il consumatore finale.
Operatori italiani ed europei ritengono che uno dei fattori di scarsa competitività per le loro imprese sia dovuto all’incondizionato sostegno finanziario dei grandi istituti di credito, come la Banca di Sviluppo cinese.
Yingli ha avuto certamente questa opportunità di supporto, ma poi non l’ha utilizzata visto che sono state fatte le scelte strategiche e industriali più corrette. Poiché siamo un’azienda totalmente integrata verticalmente, dalla materia prima al prodotto finito, le nostre strategie devono essere sempre molto oculate in merito all’analisi dei costi.

Fonte: QualEnergia.it

05-09-2012

Benvenuto a Nuroa

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24-05-2012

Riqualificazione energetica edifici, detrazione del 55% per sempre (?)

Rendere permanente la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
Lo propone il Ministero delle Infrastrutture nella bozza del Provvedimento in materia di infrastrutture e trasporti, che prevede anche l’innalzamento dal 36 al 50% del bonus fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia.
Anche in questo caso, la norma proposta punta ad incentivare la ripresa del mercato delle costruzioni, che da sempre rappresenta uno dei comparti produttivi più importanti per la crescita del PIL nazionale, attraverso la messa a regime della detrazione di imposta del 55% delle spese per interventi di riqualificazione energetica.
Ricordiamo che ad oggi (senza cioè le novità del decreto Infrastrutture), si applica la Manovra “Salva Italia” (Legge 214/2011), ai sensi della quale la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici ammonta al 55% fino alla fine del 2012 per poi ridursi al 36% dal 2013 (leggi tutto).

Il nuovo decreto metterebbe a regime le agevolazioni fiscali del 55%, mantenendo inalterate tipologie di intervento, tetti di spesa, requisiti per accedere agli incentivi e la suddivisione in 10 rate annuali della detrazione.

Per la riqualificazione energetica globale dell’edificio, occorrerà conseguire un fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell’allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al Dlgs 192/2005; il valore massimo della detrazione resterebbe fissato a 100.000 euro.

Per gli interventi su involucro, coperture, pavimenti e finestre, i requisiti di trasmittanza termica resterebbero quelli già previsti dalla normativa vigente e il valore massimo della detrazione sarebbe 60.000 euro.

Per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, il valore massimo della detrazione sarebbe di 60.000 euro, mentre per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore il tetto resterebbe 30.000 euro.

I conti pubblici
La relazione tecnica al Decreto “Salva Italia”, che ha prorogato fino alla fine del 2012 gli incentivi fiscali del 55%, ha stimato che la spesa indotta dalla disposizione, che la proposta appena lanciata intende stabilizzare, ammonterebbe a circa 1,1 miliardi di euro all’anno.

Ipotizzando la stabilizzazione della detrazione del 55%, si prevede che le minori entrate per lo Stato saranno parzialmente compensate dal maggior gettito di imposte IVA e IRPEF/IRES/IRAP, che si genererebbe grazie all’aumento di entrate connesse all’aumento del numero di interventi che si prevede la norma possa generare.

È stato calcolato che per il 2012, gli oneri per lo Stato ammontano a 4,5 miliardi di euro. Calcolando il 55% di 4.500 risultano 2.475 milioni di euro che, ripartiti nelle dieci quote annuali, risultano 248 milioni di euro annui. Considerando che di questi 248 milioni di euro, 81,5 milioni sono da addebitare ad interventi riconducibili all’applicazione della detrazione al 36%, si stimano maggiori oneri per minor gettito IRPEF pari a 248 - 81,5 = 166,5 milioni di euro.

Dalla stabilizzazione appena proposta, si prevede per gli anni 2013 e 2014 un incremento di gettito IVA e IRPEF/IRES/IRAP. Per gli anni successivi ci si aspetta invece un riduzione dele entrate per lo Stato: - 253,3 milioni di euro nel 2015, - 419.8 nel 2016 e - 586,3 nel 2017. [redazione edilportale]

16-05-2012

Festival dell’Appennino, si parte il 19 maggio

Ricco cartellone di spettacoli, concerti, degustazioni, escursioni e conversazioni
Ascoli - Dopo lo straordinario successo di pubblico e di consenso, torna il “Il festival dell’Appennino”: ancora una volta vedrà protagonista l’entroterra piceno con un cartellone particolarmente ricco che raddoppia gli appuntamenti (18) in ben 12 comuni del territorio.
L’intervista al presidente Piero Celani
I contenuti e le novità della rassegna sono stati presentati stamani nella sala del Consiglio Provinciale dal Presidente della Provincia Piero Celani e dall’Assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini. Presenti anche il sindaco di Ascoli Guido Castelli, il presidente di Sorgenti Comuni Bruno Bucciarelli, il presidente del BIM Luigi Contisciani, i direttori artistici della rassegna: Carlo Alberto Lanciotti e Carlo Bachetti (sezione poetica). Nutrita anche la rappresentanza dei Sindaci dei Comuni coinvolti. Presenti anche i rappresentanti delle Pro Loco, delle associazioni e del CAI che collaborano all’iniziativa.

“Il Festival rappresenta la vera grande novità messa in campo dalla Provincia per quanto concerne la promozione del territorio intesa nella sua globalità con un marketing territoriale a tutto tondo che, attraverso gli eventi organizzati, accende i riflettori sulle risorse della montagna: dal paesaggio all’accoglienza ai luoghi sconosciuti, alle testimonianze storico-culturali fino alle tradizioni locali - ha dichiarato il Presidente Piero Celani - proprio per questo abbiamo voluto iniziare il Festival con un’anteprima d’eccezione sulla costa, nella città di Grottammare, con uno spettacolo di un’artista internazionale, Kepa Junkera, per congiungere Riviera ed Entroterra all’insegna di sinergie e potenzialità”.

“Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere, capace di essere al tempo stesso festival della natura, dello sport, della cultura, dell’ambiente, dove gli spettatori costituiscono un pubblico attivo che vive un’esperienza anche sensoriale, non solo assistendo agli spettacoli, ma respirando gli odori e le atmosfere dei luoghi, raggiungendo a piedi i siti sede delle manifestazioni, animando con la propria presenza borghi e contrade - ha sottolineato l’Assessore Antonini - una seconda edizione veramente suggestiva che ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente che certifica la qualità della rassegna. Il festival, di fatto, vuole svelare l’incanto dei luoghi coniugandoli all’arte dell’uomo, nel rispetto della natura e dell’ambiente. Il tema scelto quest’anno è la poesia che pervaderà gli incontri che si svilupperanno fino a metà luglio in una girandola di emozioni e novità che sveleremo lungo il cammino”.  L’assessore ha anche ricordato l’anteprima del festival con un cammino di circa 175 km da Assisi ad Ascoli, a partire da mercoledì 25 aprile per arrivare nel capoluogo piceno il 2 maggio.

Tante le novità del programma, tra cui gli stage di cornamusa a Cagnano o di teatro ai piedi del Lago di Pilato, la residenza dedicata alla land art a San Marco, l’appuntamento per gli amanti della bicicletta a Venarotta, la festa popolare a Forcella, lo spettacolo con Vanessa Gravina a Capodacqua ai confini di tre regioni (Umbria, Marche e Lazio), la celebrazione del solstizio d’estate sul balcone dei Sibillini con la presenza del gruppo mongolo degli Egschiglen per eseguire musica sotto le stelle. Ed ancora, il fascino dei Longobardi a Castel Trosino, il volo degli aquiloni a Castel di Croce con protagonisti i bambini e le famiglie, fino alla poesia a Gaico con un reading letterario dinanzi alla grotta. Chiusura a Quinzano nel comune di Force con “A cena col Boia” per rivivere in convivialità le atmosfere medievali tra gioco e leggende.

Il presidente Bucciarelli ha evidenziato l’apporto dell’imprenditoria all’iniziativa svelando che il Consorzio Sorgenti Comuni (che ha già unito oltre 30 imprenditori) sia nato come risposta dei privati al Festival, e con la volontà  di investire nella montagna e di fare “squadra” con le Istituzioni, in primis la Provincia verso cui ha espresso apprezzamento per questa iniziativa di rilievo per l’intero sistema produttivo territoriale.

Appuntamento, quindi, sabato 19 maggio da Porta Cartara con destinazione Eremo di San Marco per avvicinarsi già da subito all’essenza del festival nel segno della bellezza e della solennità dei luoghi.
Ricco cartellone di spettacoli, concerti, degustazioni, escursioni e conversazioni
Ascoli - Dopo lo straordinario successo di pubblico e di consenso, torna il “Il festival dell’Appennino”: ancora una volta vedrà protagonista l’entroterra piceno con un cartellone particolarmente ricco che raddoppia gli appuntamenti (18) in ben 12 comuni del territorio.
L’intervista al presidente Piero Celani
I contenuti e le novità della rassegna sono stati presentati stamani nella sala del Consiglio Provinciale dal Presidente della Provincia Piero Celani e dall’Assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini. Presenti anche il sindaco di Ascoli Guido Castelli, il presidente di Sorgenti Comuni Bruno Bucciarelli, il presidente del BIM Luigi Contisciani, i direttori artistici della rassegna: Carlo Alberto Lanciotti e Carlo Bachetti (sezione poetica). Nutrita anche la rappresentanza dei Sindaci dei Comuni coinvolti. Presenti anche i rappresentanti delle Pro Loco, delle associazioni e del CAI che collaborano all’iniziativa.

“Il Festival rappresenta la vera grande novità messa in campo dalla Provincia per quanto concerne la promozione del territorio intesa nella sua globalità con un marketing territoriale a tutto tondo che, attraverso gli eventi organizzati, accende i riflettori sulle risorse della montagna: dal paesaggio all’accoglienza ai luoghi sconosciuti, alle testimonianze storico-culturali fino alle tradizioni locali - ha dichiarato il Presidente Piero Celani - proprio per questo abbiamo voluto iniziare il Festival con un’anteprima d’eccezione sulla costa, nella città di Grottammare, con uno spettacolo di un’artista internazionale, Kepa Junkera, per congiungere Riviera ed Entroterra all’insegna di sinergie e potenzialità”.

“Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere, capace di essere al tempo stesso festival della natura, dello sport, della cultura, dell’ambiente, dove gli spettatori costituiscono un pubblico attivo che vive un’esperienza anche sensoriale, non solo assistendo agli spettacoli, ma respirando gli odori e le atmosfere dei luoghi, raggiungendo a piedi i siti sede delle manifestazioni, animando con la propria presenza borghi e contrade - ha sottolineato l’Assessore Antonini - una seconda edizione veramente suggestiva che ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente che certifica la qualità della rassegna. Il festival, di fatto, vuole svelare l’incanto dei luoghi coniugandoli all’arte dell’uomo, nel rispetto della natura e dell’ambiente. Il tema scelto quest’anno è la poesia che pervaderà gli incontri che si svilupperanno fino a metà luglio in una girandola di emozioni e novità che sveleremo lungo il cammino”.  L’assessore ha anche ricordato l’anteprima del festival con un cammino di circa 175 km da Assisi ad Ascoli, a partire da mercoledì 25 aprile per arrivare nel capoluogo piceno il 2 maggio.

Tante le novità del programma, tra cui gli stage di cornamusa a Cagnano o di teatro ai piedi del Lago di Pilato, la residenza dedicata alla land art a San Marco, l’appuntamento per gli amanti della bicicletta a Venarotta, la festa popolare a Forcella, lo spettacolo con Vanessa Gravina a Capodacqua ai confini di tre regioni (Umbria, Marche e Lazio), la celebrazione del solstizio d’estate sul balcone dei Sibillini con la presenza del gruppo mongolo degli Egschiglen per eseguire musica sotto le stelle. Ed ancora, il fascino dei Longobardi a Castel Trosino, il volo degli aquiloni a Castel di Croce con protagonisti i bambini e le famiglie, fino alla poesia a Gaico con un reading letterario dinanzi alla grotta. Chiusura a Quinzano nel comune di Force con “A cena col Boia” per rivivere in convivialità le atmosfere medievali tra gioco e leggende.

Il presidente Bucciarelli ha evidenziato l’apporto dell’imprenditoria all’iniziativa svelando che il Consorzio Sorgenti Comuni (che ha già unito oltre 30 imprenditori) sia nato come risposta dei privati al Festival, e con la volontà  di investire nella montagna e di fare “squadra” con le Istituzioni, in primis la Provincia verso cui ha espresso apprezzamento per questa iniziativa di rilievo per l’intero sistema produttivo territoriale.

Appuntamento, quindi, sabato 19 maggio da Porta Cartara con destinazione Eremo di San Marco per avvicinarsi già da subito all’essenza del festival nel segno della bellezza e della solennità dei luoghi. [redazione picusonline]

28-09-2011

Esente da Iva la vendita di un terreno agricolo che diventa successivamente edificabile

Non è soggetta a Iva la vendita di un terreno agricolo che diventa successivamente edificabile per un cambio del piano regolatore indipendente dalla volontà del proprietario del fondo. Lo ha spiegato la Corte di Giustizia Europea con una sentenza del 15 settembre scorso, che ha trattato in modo congiunto i procedimenti C-180/2010 e C-181/2010.
Per non essere soggetta ad Iva, la vendita deve potersi inserire nell’ambito della gestione del patrimonio privato del proprietario del terreno. Al contrario, se per realizzare la vendita il proprietario del terreno intraprende iniziative di commercializzazione fondiaria, mobilitando mezzi simili a quelli dispiegati per un’attività di produzione, commercializzazione o prestazione di servizi, il soggetto deve essere considerato come esercente un’attività economica e sarà soggetto all’imposta sul valore aggiunto.


27-09-2011

Marche, nuove regole per i certificatori energetico-ambientali

Dopo un percorso non privo di ostacoli è stato sottoscritto il protocollo di intesa per l’accreditamento dei certificatori energetico-ambientali. A firmare l’accordo, presso la Regione Marche, sono intervenuti, oltre all’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Sandro Donati, il presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, Pasquale Ubaldi e il dirigente del servizio regionale Territorio Ambiente Energia, Antonio Minetti.

L’oggetto del protocollo è quello relativo all’iter di valutazione delle procedure di accreditamento dei certificatori. Infatti, è previsto un percorso di formazione e l’istituzione dell’elenco dei certificatori da parte della Regione, attestato attraverso un esame finale, che è principalmente finalizzato al riconoscimento del ruolo formativo degli Ordini professionali. Ciò attesta la valida esperienza in materia di progettazione e gestione energetica di edifici e di impianti da parte degli Ingegneri iscritti all’Albo professionale.

24-02-2011

Iva al 4% anche per gli interventi di miglioramento per la prima casa

Godono dell’aliquota Iva agevolata al 4% gli interventi migliorativi realizzati su un’abitazione in costruzione, commissionati direttamente dal proprietario alla stessa impresa che sta realizzando l’alloggio. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione22/E , rispondendo al quesito di un cittadino, socio di una cooperativa edilizia che realizza abitazioni non di lusso, che ha commissionato alla ditta che stava realizzando la sua ‘prima casa’, interventi aggiuntivi migliorativi, pagando direttamente all’impresa queste opere extracapitolato.
Il regime agevolato - ha spiegato l’Agenzia - spetta solo ai contratti di appalto per la realizzazione ex novo di abitazioni non di lusso. I committenti dei lavori possono essere imprese costruttrici per la rivendita, cooperative edilizie e loro consorzi o persone fisiche in possesso dei requisiti ‘prima casa’.
Tali interventi di miglioria (extracapitolato) - sottolinea la Risoluzione - non costituiscono ristrutturazione edilizia, dal momento che l’alloggio non è ancora completamente realizzato, quindi si inseriscono nel processo di costruzione dell’immobile, e consistono nell’inserimento di materiali particolari o accorgimenti costruttivi destinati ad assicurare una migliore funzionalità dell’alloggio.

03-01-2011

PIANO CASA REGIONE MARCHE, APPROVATE LE MODIFICHE

L’Assemblea legislativa della Regione Marche ha approvato la Legge Regionale 21/12/2010, n. 19 recante "Modifiche alla Legge regionale 8 ottobre 2009, n. 22 'Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile'”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale 30/12/2010, n. 114.
La scelta di rimettere mano in maniera così profonda alla precedente normativa è stata evidentemente dettata dal fatto che questa non aveva prodotto gli auspicati effetti di rilancio del settore edilizio, e con esso dell'intera economia regionale.
Via libera quindi, alla proroga dei termini al 30 giugno 2012, all’applicazione del Protocollo Itaca sulla valutazione della qualità ambientale degli edifici residenziali, agli interventi nei centri storici. È stato eliminato il limite massimo dei 200 metri cubi per l’ampliamento degli edifici residenziali, dei 400 metri quadrati per l’ampliamento degli edifici non residenziali e di 100 metri quadrati per la sopraelevazione di edifici non residenziali in deroga ai regolamenti edilizi e alle previsioni dei piani urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali.

Interventi di ampliamento. In primo luogo il nuovo comma 1 dell'art. 1 elimina il limite precedentemente in vigore di 200 mc per l'ampliamento degli edifici residenziali. E', infatti, ora consentito l'ampliamento degli edifici residenziali nei limiti del 20% della volumetria esistente per edificio o per ogni singola unità immobiliare. L'ampliamento non può comunque comportare un aumento superiore ad una unità immobiliare rispetto a quelle esistenti, mentre resta in vigore il precedente limite massimo di 200 mc unicamente per le unità abitative residenziali ubicate in zona agricola. Ampliate anche le possibilità di intervento relative ad edifici a destinazione non residenziale ubicati in zone omogenee a destinazione industriale, artigianale, direzionale, commerciale e agricola. In questi casi, infatti, l'ampliamento non deve essere più, come precedentemente prescritto, motivato da specifiche esigenze produttive. Inoltre sono stati eliminati i limiti di 400 mq per l'ampliamento realizzabile su queste tipologie di edifici, oltre a quello di 100 mq per gli interventi realizzati tramite incremento delle altezze, in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi. Prevista infine la possibilità che gli ampliamenti vengano realizzati anche in assenza di modifica della sagoma dell'edificio esistente.

Recupero dei sottotetti. Di grande rilevanza l'inserimento nella L.R. 22/2009 del nuovo articolo 1-bis, che prevede la possibilità di realizzare gli interventi di ampliamento mediante recupero a fini abitativi del piano sottotetto (quello compreso tra il solaio piano di copertura dell'ultimo piano e le falde del tetto), a condizione che venga assicurata per ogni singola unità immobiliare l'altezza media non inferiore a 2, 40 metri per gli spazi ad uso abitativo, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori e di servizio.
Nell'ambito degli interventi sopra descritti, che possono essere realizzati anche nei centri storici (zone omogenee A) a patto che non venga realizzata alcuna modificazione delle altezze di colmo e di gronda, nonché delle linee di pendenza delle falde, é possibile, nel rispetto dei caratteri formali e strutturali dell'edificio, aprire finestre, realizzare abbaini ed installare lucernai al fine di reperire la superficie minima di aero-illuminazione.

Interventi di demolizione e ricostruzione. Il nuovo articolo 2 della L.R. 22/2009 prevede la possibilità di realizzare la demolizione anche integrale e la ricostruzione degli edifici residenziali (con esclusione di quelli ubicati in zona agricola e presenti nella cartografia IGM 1892/1895) che necessitano di essere rinnovati e adeguati sotto il profilo della qualità architettonica con eventuale ampliamento della volumetria esistente da demolire.
I limiti dell'ampliamento che può essere conseguito attraverso gli interventi descritti sono previsti come segue:

• 30% della volumetria esistente da demolire se si ottiene un aumento del 15% dell'efficienza energetica dell'edificio rispetto ai parametri fissati dal D. Leg.vo 192/2005 recante attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia e dal D.P.R. 59/2009 recante il Regolamento che definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici, emanato in attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del D. Leg.vo 192/2005.

• 40% della volumetria esistente da demolire se viene raggiunto il punteggio 2 della versione sintetica del Protocollo Itaca Marche.

Ai sensi del comma 4 dell'art. 2 gli interventi di demolizione e ricostruzione possono essere realizzati anche sugli edifici non residenziali che necessitano di essere rinnovati ed adeguati sotto il profilo della qualità architettonica o della sicurezza antisismica. In questi casi si applicano i medesimi limiti sopra descritti per gli eventuali ampliamenti realizzati, salvo il caso degli edifici ubicati nelle zone omogenee a destinazione industriale, artigianale, direzionale, commerciale e agricola, per i quali i limiti sono invece i seguenti:

• 30% della superficie utile lorda da demolire se si ottiene un aumento del 15% dell'efficienza energetica dell'edificio rispetto ai parametri fissati dal D. Leg.vo 192/2005.e dal D.P.R. 59/2009;
• 40% della superficie utile lorda da demolire se viene raggiunto il punteggio 2 della versione sintetica del Protocollo Itaca Marche.

Per approfondire
L.R. 8 ottobre 2009 n° 22
L.R. 21 dicembre 2010 n° 19


27-04-2009

ll torneo cavalleresco della Quintana ad Ascoli Piceno

Il torneo cavalleresco della Quintana o giostra della Quintana è una rievocazione storica medioevale con giostra equestre che si tiene ad Ascoli Piceno.
Si svolge la prima domenica di agosto in occasione della festa di Sant’Emidio, patrono e primo vescovo della città marchigiana. Da qualche tempo vi è anche una edizione della Quintana in notturna il secondo sabato di luglio. Questa manifestazione si rinnova, ogni anno, dal 1955 quando, dopo un periodo di sospensione, ebbe nuovamente luogo su iniziativa di storici come Carlo Cardarelli, Carlo Baiocchi, Giuseppe Fabiani, dello scenografo Danili Ciampini, del professore Alberto Costantini, di Giulio Franchi, Aldighiero Batini, e Nazzareno Peci.
Ogni edizione ha visto l’aggiungersi di nuovi costumi e nuove figure fino a raggiungere l’attuale composizione dell’imponente e sfarzoso corteo storico che si muove, con il passo cadenzato dell’antica arte militare, accompagnato, per tutto il percorso della sfilata, dallo squillo delle chiarine, dal rullo dei tamburini e dagli sbandieratori che si esibiscono quasi ininterrottamente.
Di particolare intensità, suggestione e destrezza è lo spettacolo che i portatori dei vessilli offrono all’interno del campo dei giochi.
L’intero evento della Quintana si compone di più momenti che hanno svolgimento nei giorni che precedono la competizione dei cavalieri quali: la lettura del bando, l’offerta dei ceri, il palio degli arcieri, il palio degli sbandieratori ed infine la sfilata del corteo e la giostra nel campo.
Per la città di Ascoli rappresenta l’espressione e la sintesi delle tradizioni, della sua storia e dell’indissolubile legame al territorio ricordato dagli antichi patti di alleanza di cui, alla Quintana, se ne conserva la memoria. La manifestazione è molto seguita e sentita da tutti gli ascolani che si preparano per questo evento durante tutto l’anno. Nei sei sestieri cittadini si ascoltano sovente i suoni delle chiarine ed il rullare dei tamburi.

26-04-2009

Nuovi contributi regionali per l’edilizia sostenibile.

Con deliberazione 17 giugno 2008, n. 1579 la Giunta Regionale ha approvato, come previsto dalla legge regionale 9 marzo 2007, n. 4, le linee guida in materia di edilizia sostenibile e il bando per l’assegnazione di contributi destinati alla realizzazione di interventi di costruzione o ristrutturazione edilizia, a destinazione residenziale, che presentino carattere di sostenibilità secondo le tecniche e i principi indicati nelle stesse linee guida, aggiornando i documenti già approvati con D.G.R. 2398/2007.

Possono concorrere all’assegnazione dei contributi i proprietari degli immobili oggetto degli interventi, riferiti ai seguenti casi:
a) case unifamiliari isolate;
b) interi edifici con tipologia a schiera;
c) interi edifici con tipologia a blocco;
d) interi edifici con tipologia in linea.

Per le tipologie b), c), e d) l’ammontare complessivo del contributo assegnato non supera quello spettante ad un edificio con un numero di 8 alloggi.

Le domande di finanziamento dovranno essere presentate alla Regione entro 60 giorni dalla pubblicazione nel BUR del provvedimento di approvazione del bando, prevista in data 4 luglio 2008.

MAREPICENO by Cominvest srl - tel. +39.0735.500155 - p.iva 01413840446 - Reg. Impr.: AP-133236 - Cap.Soc. 10.000,00 euro
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